sentiero “ceria-merlone” – foronon del buinz

ceria merlone

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Fantastico sentiero attrezzato che segue le tracce delle postazioni alpine della Prima Guerra Mondiale sul gruppo del Montasio. Splendide cenge ci conducono in uno straordinario mondo sospeso tra cielo e terra, fortunatamente ancora incontaminato malgrado la zona sia molto frequentata d’estate. L’escursione non presenta grosse difficoltà ma la lunghezza e l’estrema esposizione di alcuni tratti lo rendono un percorso per escursionisti esperti e ben allenati. Una delle caratteristiche di questo splendido sentiero è senza dubbio la presenza massiccia degli stambecchi, che si incontrano spesso e che non sono per nulla impauriti dall’uomo, anzi si lasciano avvicinare e fotografare senza problemi.

Si può fare in entrambe le direzioni ( e si può abbandonare in più punti ) e si snoda tra il lato nord e quello sud della cresta sud-orientale del Montasio, regalando fantastici ed impressionanti panorami in ogni direzione dalle caratteristiche forche e forcelle, forse i migliori delle Alpi Giulie.

 

mangart jalovec

ceria merlone

punta plagnis

Da Sella Nevea si prende la ripida strada per i Piani del Montasio che si raggiungono in 10/15 minuti ( ampio parcheggio,1500 m, 6 km ). Quindi si segue la carrareccia sulla destra che sale al Rifugio di Brazzà che però abbandoniamo presto per prenderne un’altra sulla destra che va verso la Casera Cregnedul ( segnavia 624 ). Poco dopo la casera si prende il sentiero che sale sulla sinistra al Passo degli scalini ( segnavia 625 ), che si raggiunge in circa 2.30 ore ( 2022 m ). Splendida la vista che si apre sul gruppo dello Jof Fuart, mentre sullo sfondo dominano la skyline le inconfondibili silohuette del Mangart e dello Jalovec. Si scende quindi continuando a seguire il sentiero per il rifugio Corsi, stando attenti a svoltare a sinistra verso la forcella Lavinal Dell’Orso seguendo una indicazione scritta di una roccia ( segnavia 626 ). Arrivati alla forcella, che regala un’impressionante scorcio sulle pareti del gruppo del Montasio e sull’Alta Spragna, si svolta a sinistra e si inizia a salire per roccette la parete nord della Punta Plagnis, fino ad arrivare all’attacco della ferrata. I passaggi sono molto esposti ma ben assicurati nei punti più insidiosi. Si procede verso sinistra fino ad arrivare, dopo un divertente passaggio su di una scaletta in acciaio, ad una forcelletta. La vista ora si apre anche verso il Canin e dall’altra parte verso lo Jof Fuart. Questo è il primo punto dove si può abbandonare il sentiero scendendo a valle. Da qui inizia forse la parte più affascinante del percorso, tra cenge esposte e passaggi in cresta. Passato il caratteristico intaglio della Puartate si giunge quindi alla Forca di Val, che domina un pauroso abisso e che regala una vista mozzafiato sul Montasio ( secondo punto dove si può scendere ). Dalla forca si scende per qualche decina di metri e si inizia poi a risalire un canale sulla destra che presenta le prime “vere” difficoltà dell’itinerario. In realtà si tratta di un’arrampicata assicurata abbastanza facile, senza cavi sarebbe un secondo grado o poco più. Terminato il tratto su roccia si giunge all’ennesima forcella alla base del Modeon del Buinz. In breve raggiungeremo l’ampia Sella Buinz dove si apre un panorama davvero spettacolare sulle montagne del gruppo, ma anche sul Canin e sui ghiacciai austriaci. Qua e là si vede qualche resto delle postazioni italiane della Prima Guerra Mondiale. Quindi in pochi minuti si raggiunge il punto più alto dell’itinerario e l’unica cima, il Foronon del Buinz ( 2515 m, 1000 m di dislivello, 3 ore dal passo degli scalini ).

Quindi si inizia a scendere, affrontando gli ultimi facili salti attrezzati, verso la Forca de lis Sieris, che si raggiunge in circa 45 minuti. Questo forse è il tratto più pittoresco, caratterizzato da torri e bizzarre formazioni di roccia modellate dagli elementi.
Passata la Forca basta seguire la comoda ma molto lunga mulattiera che scende a zig-zag verso il rifugio Di Brazzà e quindi al parcheggio ( 1.45 dalla forca, 8 ore totali ).


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Author: thedharmabum

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