monte cimone

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Il Monte Cimone è l’ultima cima importante nel versante ovest delle Alpi Giulie, una montagna davvero bella e imponente che non sfigura affatto vicino al Re Montasio, soprattutto se osservata dalla Val Dogna. A me ha sempre dato l’impressione di una montagna “spaccata” in due, con un lato costituito da un dolce pendio erboso e l’altro da impressionanti pareti verticali che precipitano sulla forra del Rio Saline. Malgrado sia una cima non difficile da salire e vicina ai Piani del Montasio non è molto frequentata ed è quindi molto adatta a chi vuole godersi l’aspetto selvaggio e solitario di questi monti. Il panorama è molto vasto in ogni direzione, anche se lo sguardo viene catturato inevitabilmente dall’impressionante scorcio sullo Jof di Montasio. L’unica vera difficoltà della salita è un breve tratto attrezzato tra la spettacolare Forca di Vandul e la conca della Viene. In queste zone è praticamente impossibile non incontrare degli animali, soprattutto stambecchi e marmotte. Notevole anche la varietà di fiori alpini.

monte cimone

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Percorrendo la statale 13 Udine-Tarvisio dopo Villanova svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Sella Nevea che raggiungiamo in circa mezz’ora seguendo la strada della Val Raccolana. Alla curva del secondo tornante svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per i Piani del Montasio, dove parcheggiamo alla fine della strada ( 1500 m ). Dal parcheggio andiamo dritti verso lo spaccio del formaggio dove troviamo indicazioni per i sentieri 621/622/640. Si continua per carrareccia fino ad un primo bivio, noi prendiamo il sentiero di destra 621/640. La traccia prosegue alla base del fianco meridionale del Monte Zabus fino a raggiungere un altro bivio segnalato su una roccia. Svoltiamo a destra ( sentiero 640 ) e per lunghe serpentine ci innalziamo fino alla suggestiva Forca di Vandul, la “porta dell’Inferno”, come fu definita dal pioniere di questi monti Findenegg. Alla sinistra della Forca il sentiero ci conduce alla base di una paretina a gradoni ben attrezzata con cavo d’acciaio, che superiamo abbastanza facilmente fino a raggiungere una cengia e quindi il crinale erboso tra il Cimone e il Zabus. Per i più esperti non è necessario il set da ferrata mentre è consigliabile usare il casco perché la zona è molto frequentata da stambecchi curiosi che possono smuovere sassi sopra di noi. A questo punto la vista si apre piano sulle immense pareti dello Zabus e del Montasio e di fronte a noi si innalza invitante la verde cupola del nostro Cimone. Sulla destra scende la ferrata “Norina”, mentre al centro della Viene troviamo il nuovo bivacco Del Torso, che in precedenza era situato sulla cima del Cimone. Non ci resta che seguire la traccia che costeggia il bordo della montagna e, superati un paio di saltini su roccette ( I grado ), guadagnare la vetta del Monte Cimone ( 2379 m, 879 m di dislivello, 2.30/3 ore ). Come detto panorama molto vasto su tutte le montagne di questa parte delle Alpi e in particolare sulle pareti Nord-Ovest del Montasio. Discesa uguale alla salita ( 1.30/2 ore ).

 


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Author: thedharmabum

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