sentiero della cengia del doge

corno del doge

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Splendido sentiero nel gruppo delle Marmarole che può essere descritto solo usando superlativi, vista la straordinaria bellezza degli scenari dolomitici. Poco frequentato forse perché chi capita da queste parti preferisce farsi le sovraffollate ferrate dei famosi gruppi vicini delle Dolomiti di Sesto e d’Ampezzo. Peggio per loro, difficilmente troveranno luoghi così selvaggi e incontaminati in quelle pur fantastiche zone. L’escursione merita di essere allungata al Bivacco Voltolina, che si trova tra impressionanti muraglie dolomitiche in un paesaggio lunare da film di fantascienza, e dall’altro lato della cengia alla Forcella Grande, da dove si può ammirare uno dei più begli scorci del Sorapiss. E’ un sentiero abbastanza facile, con solo dei brevi tratti attrezzati, ma che però vista l’estrema severità dell’ambiente e la straordinaria esposizione della cengia ( off limits per chi soffre di vertigini! ) è da consigliare solo per gli escursionisti esperti dal passo sicuro. Bellissimi i paretoni che ergono per centinaia di metri dei Bastioni, del gruppo del Bel Pra, del gruppo del Sorapiss e dello stesso Corno del Doge, montagna tra le più belle del suo gruppo.

Da Auronzo si percorrono circa 16 km della statale verso Cortina/Misurina, quindi si prende una stradina sterrata sulla sinistra e si parcheggia nell’ampio spiazzo dopo poche decine di metri. Bellissima da qui la vista sul Mescol e sul gruppo del Sorapiss sullo sfondo. Si attraversa un ponte e si seguono quindi le indicazioni per il rifugio Tre Sorelle ( 1148 m ). Passato il rifugio si segue la larga strada sterrata sulla destra finchè non si vedranno sulla sinistra le indicazioni per il sentiero 226. Prima d’imboccare il sentiero vale la pena fare qualche passo sulla destra per vedere uno dei più begli scorci del nostro Corno del Doge, montagna che ci accompagnerà per tutto il percorso.

forcella grande

bivacco voltolina

Si sale quindi a zig-zag nel bel bosco guadagnando abbastanza velocemente quota. Sulla destra scorre fragoroso il torrente San Vito. Quindi si esce dal bosco nel Cadin del Doge, tra alte cascate e impressionati pareti dolomitiche. Si risale faticosamente un ghiaione fino ad arrivare alla base della parete nord est del Corno del Doge, dove al bivio prenderemo il sentiero 278 sulla sinistra per il bivacco Voltolina. Quello di destra prosegue per la Forcella Grande e verrà usato al ritorno. Ci si inoltra quindi nella selvaggia Val Grande e si incontrano le prime difficoltà, qualche passaggio su terreno friabile e un breve tratto a gradoni ben assicurato con funi metalliche. I panorami a questo punto sono splendidi, sia sulle Marmarole che sulle Dolomiti di Sesto sullo sfondo. Sulla destra è ben visibile la bella cengia che taglia a metà il Corno del Doge. Ad un certo punto si vedrà anche il sentiero che arriva da sinistra, quella “strada sanmarchi” che attraversa una delle zone più impervie e selvagge delle dolomiti e che è abbastanza nota per alcuni incidenti, anche gravi, successi negli anni scorsi.

Come ho detto invece di prendere subito sulla destra il sentiero per la cengia vale la pena inoltrarsi nella cupa Val di Mezzo per un’altra mezz’ora e raggiungere il Bivacco Voltolina ( 2082 m, 3.30 ore, 940 circa di dislivello ) . Paesaggio fantastico da film del Signore degli Anelli, con impressionanti placconate rocciose che si ergono severe. Qualche stambecco saltella in lontananza sulle rocce.
Si scende stando attenti a prendere il sentiero che sale tra i mughi sulla cengia, che inizialmente è comoda e larga, ma in certi punti si restringe rivelando un’esposizione veramente eccezionale, che farà tremare un pò le gambe anche ai più esperti. In ogni caso malgrado la cengia sia molto sporca di detriti è stata ben assicurata nei punti più pericolosi. Direi indispensabili casco e il kit da ferrata, molto più che in ferrate più impegnative. Usciti dalla cengia si scende nella bellissima Val di San Vito, chiusa tra le pareti delle Tre Sorelle e del Gruppo del Belpra. Davanti a noi si erge come un miraggio quella fantastica torre monolitica conosciuta come la Torre dei Sabbioni. Si giunge quindi a un trivio: un sentiero sale alla Forcella Grande ( che merita di essere raggiunta per vedere la splendida vista sul Sorapiss, che io vidi però in un’altra occasione ), un altro attrezzato sale al bivacco Comici ( sentiero Minazio ), mentre l’ultimo scende a valle verso il Cadin del Doge. Raggiunto il Cadin non resta che seguire il sentiero usato per salita fino al parcheggio ( 5.30/7 ore a seconda delle variazioni ).


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Author: thedharmabum

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